domenica 25 novembre 2007

Biblioteca Cantonale di Lugano, 1940


… Un razionalismo non dogmatico, straordinariamente sensibile al luogo, si stempera in gesti quasi espressionisti, quasi organici, sia nell’aggregazione dei diversi volumi che si allumiamo penetrando nel parco, sia nel contrasto tra la sontuosa rigidità ed essenzialità del volume del deposito libri, con il suo incredibile fronte in vetrocemento rivolto a nord, e la grande vetrata che apre lo spazio della sala di lettura nella lunga balconata e più oltre nel verde della natura circostante. Ma è anche architettura funzionale: se si vuole dare al concetto di “funzionalismo” un valore più nobile che il solo aggregare spazi tra loro, allora in questo edificio tale concetto raggiunge una grande qualità, carica di logica e di chiarezza, e oltretutto di una evidente comprensione dei modi architettonici. Infatti l’articolazione volumetrica che caratterizza l’edificio permette di isolare e di rendere leggibili i singoli “luoghi” della Biblioteca, ognuno dei quali assume proprie dimensioni e specialità formali, come la parte relativa all’ingresso, come il corpo architettonico che contiene la sala di lettura, come il volume del deposito dei libri. Lo stesso approccio progettuale è evidente anche nella composizione della facciata, che pur all’interno di un coerente controllo formale conosce soluzioni per singole parti, ognuna delle quali esprime in modo indipendente i contenuti che stallo all’interno: la serie delle finestre accostate a loto dell’entrata principale denuncia la presenza degli uffici, l’ampia vetrata verso il parco evidenzia anche al profano lo spazio della sala di lettura, la grande parete nord in mattoni di vetrocemento esprime formalmente il deposito dei libri, mentre il geometrico cilindro dello spigolo nord-ovest nasconde al suo interno la scala che collega i diversi piani del deposito. L’insieme è risolto con grande proprietà formale: riesce a coniugare l’invenzione razionalista con la tranquilla correttezza del disegno dei fronti e con l’organico inserimento nel verde. Un’ architettura coerente in ogni sua parte, la cui unità è supportata dalla continuità costruttiva dettata dall’utilizzo del cemento armato a vista, impiegato sia nelle strutture portanti interne, sia nella costruzione delle facciate, sia nell’esprimere la chiusura in alto nell’aggetto del tetto, e che in facciata appare in parte a facciavista, in parte bocciardato.
Nel testo pubblicato in francese dalla rivista Vie art citè 1942 in occasione dell’innaugurazione della Biblioteca Carlo e Rino Tami scrivono che
“il cemento armato da all’architetto che ha l’abitudine di costruire con la pietra e i mattoni un senso singolare di freschezza e libertà. Ma questa libertà e questa facilità di costruzione è solo apparente : questo nuovo materiale esige una grande disciplina da parte del costruttore […]. Il cemento armato comporta una estetica che a lui è propria e dunque noi non facciamo che intuirne le caratteristiche. E’ grazie all’integrità della sua messa in opera e all’esperienza del suo impiego che noi potremo finalmente ottenere la consacrazione delle sue qualità plastiche […].”
Da ultimo non vanno taciuti gli elementi qualificanti dell’interno dell’edificio. Come l’atrio che accoglie chi supera l’ampia vetrata dell’entrata, protetta dalla pensilina metallica; come la successione spaziale che ne consegue, con il lungo corridoio che conduce al cuore dell’edificio e allo snodo spaziale da cui si accede alla sala di lettura, caratterizzato dalla grande finestra verso il Parco Ciani e il bel soffitto inclinato verso l’esterno; come in fine il virtuosismo della scala a chiocciola che sale al piano superiore. Ne vanno dimenticati i mobili disegnati da Tami, dal banco di distribuzione dei prestiti fino alle lampade poste sopra i tavoli di lettura.

Estratto dal testo “Progetto Biblioteca. Spazio, storia e funzioni della Biblioteca Cantonale di Lugano”, Edizioni Le Ricerche, Locarno 2005; pag. 69 “Razionalismo ed espressionismo nell’architettura di Rino Tami” di Paolo Fumagalli.

1 commento:

Té la mà Maria - Reus ha detto...

very good blog, congratulations
regard from Catalonia Spain
thank you